IL GRANDE FRATELLO FISCALE

Gazzetta di Reggio del 27 ottobre 2013

In un periodo già caratterizzato da una forte contrazione economica, il fisco si è dotato di strumenti moderni come le banche dati centralizzate per combattere il fenomeno dell’evasione fiscale. Ogni volta che ci viene richiesto il codice fiscale, l’informazione su quella determinata operazione finisce in una banca dati e da questa riparte verso il cervellone gestito dalla Sogei, (Società Generale d’Informatica S.p.A., controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) in una blindatissima sede a ridosso del Grande Raccordo Anulare di Roma. È qui che l’immenso setaccio telematico isola quel dato e lo combina con ogni altro dato collegato allo stesso codice fiscale. Nessuno può evitare la cernita di Ser.p.i.co (Servizi Per Il Contribuente), un sistema di computer costituito da 2000 server che elaborano 22.200 informazioni al secondo. Accedendo a Serpico il Fisco ha la possibilità di monitorare in qualsiasi momento tutte le banche dati collegate online con la Sogei rilevando i dati senza bisogno di alcuna previa autorizzazione per incrociarli con quelli contenuti nelle dichiarazioni dei redditi e valutarne la congruenza mettendo in risalto qualsiasi spesa sospetta.
Analizzeremo ora quali sono le fonti di queste banche dati: Catasto, P.R.A.-Motorizzazione Civile, Banche, Assicurazioni, Inps, Inail, i circuiti di carte di credito, il registro navale, utenze telefoniche, luce, gas e acqua, per iniziare. Serpico scova nelle dichiarazioni dei redditi Modello Unico o Modello 730 per rilevare i dati forniti dal contribuente per oneri deducibili e spese detraibili ad esempio le polizze assicurative, le spese mediche, gli assegni periodici corrisposti al coniuge in caso di separazione, i contributi previdenziali ed assistenziali, i fondi pensione, le spese sostenute per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale, le spese di ristrutturazione o riqualificazione energetica. Persino le spese per i viaggi, le iscrizioni in palestra, al circolo sportivo, alla scuola di lingue o di danza saranno nel mirino come anche i ticket sanitari pagati alle A.S.L. e le spese presso le farmacie con tessera sanitaria. Oltre al Redditometro, di cui si è già trattato ampiamente nelle settimane scorse in questa stessa rubrica, lo Spesometro è un altro strumento di cui si è dotata l’Amministrazione Finanziaria per raccogliere dati per verificare e fare prevenzione riguardo a tutte le eventuali azioni fraudolente derivanti da operazioni di vendita tra più soggetti. Lo spesometro consente all’erario di monitorare le spese dei cittadini e attivare gli accertamenti fiscali sui potenziali evasori. In poche parole, nel caso in cui gli acquisti di un individuo siano sproporzionati al reddito dichiarato, scattano i controlli. Infatti tutte le operazioni poste in essere con commercianti al dettaglio, di importo pari o superiore a 3.600 euro compresa IVA, devono essere comunicate da parte del commerciante stesso all’Agenzia delle Entrate. Questi dati potrebbero essere ricavati anche attraverso le carte fedeltà che i consumatori usano nei punti vendita. Infatti le norme attualmente in vigore non pongono vincoli di “provenienza” dei dati. Laddove le carta fedeltà svolgessero anche la funzione di carta di credito (come sovente avviene), l’operazione verrà monitorata tramite i dati che i gestori delle carte trasmettono al Fisco. Il Fisco monitora anche 24 ore su 24 i conti correnti bancari, i titoli bancari e tutte le operazioni sopra i mille euro. Altra fonte di preziose informazioni sono i Comuni e gli altri Enti Locali. Tramite accordi di compartecipazione al gettito derivante dall’attività accertativa del Fisco con i Comuni è stata creata la banca dati SIATEL (Sistema interscambio anagrafe tributarie enti locali) un sistema di collegamento telematico che consente lo scambio attivo di informazioni anagrafiche e tributarie tra Amministrazione pubblica centrale e locale. Comuni, Provincie, Regioni, Consorzi di bonifica e Comunità Montane possono così consultare, ma anche integrare, la banca dati dell’Amministrazione Finanziaria con informazioni legate a «fatti, atti e negozi che evidenziano comportamenti evasivi o elusivi» aggiornando i dati anagrafici della popolazione residente nel proprio Comune, comunicando nascite, decessi, cambi di residenza permettendo l’allineamento con l’anagrafe tributaria. Possono essere comunicate anche informazioni relative a pratiche effettuate presso gli uffici tecnici, comunicazioni D.I.A., anagrafe canina, multe polizia municipale, spese per asili comunali, versamenti Tares, Imu, Ici ed Iscop, Tarsu, Tosap/Cosap. Altri dati, utili ad integrare le banche dati del fisco, saranno forniti dai contribuenti stessi tramite i questionari del Redditometro. Il censimento delle spese, dei redditi e dei patrimoni è ovviamente solo uno dei riflessi relativi a queste Banche Dati. L’obiettivo primario, esplicitato a chiare lettere in ognuno dei provvedimenti istitutivi di tali obblighi comunicativi, è quello della ricostruzione induttiva del reddito dei contribuenti e l’inserimento degli stessi in apposite liste del rischio di evasione.

– Paolo Fontana –